NOMINE ACOSET CATANIA: LA ROSA E MINGRINO (Pdci-FdS), LOGICHE SPARTITORIE A DANNO DEI CITTADINI
“La gestione della cosa pubblica è cosa diversa dalla lotta selvaggia fra bande per la gestione del potere: dovrebbe essere servizio nell’interesse della collettività e invece la vicenda dell’Acoset costituisce un perfetto spaccato del modo di intendere la politica da parte del centrodestra catanese”.
Lo affermano, per i Comunisti italiani di Catania, il segretario provinciale, Salvatore La Rosa, e il responsabile provinciale Organizzazione, Massimo Mingrino, con riferimento alla nomina di Fabio Fatuzzo a presidente della società che gestisce il servizio di erogazione dell’acqua in alcuni importanti comuni della fascia pedemontana etnea.
La Rosa e Mingrino sottolineano che “Fatuzzo, espressione della cordata Stancanelli–Lombardo, succede a Giuffrida (legato all’inossidabile duo Firrarello–Castiglione), protagonista di un lento ed inarrestabile declino della società che ha portato, soprattutto negli ultimi anni, ad un insopportabile peggioramento del servizio di erogazione dell’acqua”.
I due dirigenti comunisti parlano quindi di “logiche spartitorie sottese a questo avvicendamento nella presidenza dell’Acoset” e definiscono “ridicole le affermazioni del deputato nazionale Catanoso, perfettamente intraneo a questo sistema di gestione del potere”.
Gli esponenti del Pdci denunciano, infine, che “questo quotidiano stillicidio di conflittualità, tutto interno al centrodestra locale e regionale, produce solo danni per i cittadini catanesi e siciliani, che vedono sistematicamente peggiorare il funzionamento della cosa pubblica e la qualità dei servizi”.











